A Palermo L’Ultimo Viaggio Dei Poveri Aveva Il Volto Di Nino-tantan - Chainityai

A Palermo L’Ultimo Viaggio Dei Poveri Aveva Il Volto Di Nino-tantan

A Palermo c’era un uomo di 86 anni che non riusciva a buttare via il passato.

Non perché fosse attaccato alle cose vecchie.

Perché certe cose vecchie, a volte, sono le uniche che ricordano ancora la dignità.

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Nel suo piccolo garage, dietro un portone che cigolava ogni volta che veniva aperto, il signor Nino teneva un carro funebre coperto da un telo.

La carrozzeria era opaca.

Le gomme avevano perso la forza degli anni migliori.

Sul parabrezza, la polvere disegnava una patina grigia che nessuno avrebbe mai scambiato per eleganza.

Eppure Nino non lo chiamava mai ferro vecchio.

Lo chiamava ancora “la macchina”.

Come se potesse sentirlo.

Come se un veicolo che aveva accompagnato così tanti silenzi non meritasse una parola brusca.

Ogni mattina, prima che il quartiere si riempisse di passi, serrande e voci, Nino entrava in garage.

A volte portava con sé un espresso bevuto in piedi al bar.

A volte restava solo qualche minuto, giusto il tempo di controllare che il telo fosse al suo posto.

A volte, invece, si fermava più a lungo.

Guardava il volante.

Guardava lo specchietto.

Guardava il sedile del conducente, ormai segnato dal peso di una vita.

C’era stato un tempo in cui guidare quella macchina era il suo lavoro.

Non un lavoro qualsiasi.

Un lavoro che gli aveva insegnato a riconoscere il dolore senza farsene travolgere.

Nino aveva visto madri camminare dietro una bara senza più riuscire a stare dritte.

Aveva visto figli adulti diventare bambini davanti a una tomba.

Aveva visto uomini eleganti, con scarpe lucidate e cravatta perfetta, crollare appena la portiera si chiudeva.

La morte rende uguali molte cose.

Ma non rende uguali i portafogli.

Questo Nino lo sapeva meglio di chiunque.

Lo aveva imparato nel giorno peggiore della sua vita.

Quando era morto suo fratello, lui non aveva avuto abbastanza denaro per organizzare un funerale come avrebbe voluto.

Non un funerale ricco.

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