A Palermo, Un Gelataio Capì Il Terrore Di Un Bambino Davanti A Un Gelato-tantan - Chainityai

A Palermo, Un Gelataio Capì Il Terrore Di Un Bambino Davanti A Un Gelato-tantan

A Palermo, Dario aveva imparato a guardare le cose dolci senza desiderarle troppo apertamente.

Aveva 8 anni, ma già conosceva quella prudenza silenziosa che certi adulti chiamano educazione quando in realtà è paura.

Quella mattina era entrato in gelateria con il padre e il fratellino più piccolo, e il primo gesto che fece non fu correre verso il bancone.

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Si fermò appena dentro la porta.

Il vetro delle vaschette rifletteva il suo viso magro, gli occhi grandi, la bocca chiusa come se ogni parola potesse costargli qualcosa.

Fuori, la luce di Palermo batteva sulle vetrine e sulla strada, ma dentro c’era quel fresco profumo di crema, limone e pistacchio che faceva voltare i bambini anche quando passavano di fretta.

Il fratellino invece non aveva esitazioni.

Si mise in punta di piedi, indicò due gusti, poi cambiò idea, poi rise quando il gelataio gli fece una pallina un po’ più generosa.

Il padre gli accarezzò la testa.

A Dario non accarezzò nulla.

Il gelataio se ne accorse prima ancora di capire perché.

Era abituato ai bambini timidi, a quelli che non sapevano scegliere, a quelli che si vergognavano di parlare davanti agli adulti.

Ma Dario non sembrava timido.

Sembrava autorizzato solo a occupare poco spazio.

Il gelataio appoggiò il cucchiaio metallico sul bordo della vaschetta e gli sorrise.

“E tu, campione? Che gusto vuoi?”

La domanda era semplice.

Per quasi tutti i bambini, era una piccola festa.

Per Dario, sembrò diventare un esame.

Guardò prima il padre, poi il fratellino con la coppetta già piena, poi il bancone.

Il suo sguardo si fermò sulla crema, ma non osò indicarla.

“Io vorrei solo annusare,” disse alla fine.

Il gelataio pensò di non aver capito.

“Solo annusare?”

Dario annuì.

“Mangiare cose dolci è per i bambini che vengono premiati.”

In quel momento il rumore della gelateria cambiò.

Non si fermò tutto davvero, perché qualcuno aprì ancora la porta, un cucchiaino cadde in un bicchiere, il freezer fece il suo solito ronzio basso.

Ma le persone vicine sentirono quella frase come si sente un piatto incrinarsi a tavola.

Il padre intervenne subito.

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