A Roma, La Password Della Porta Lasciò La Nonna Fuori Tutta La Notte-tantan - Chainityai

A Roma, La Password Della Porta Lasciò La Nonna Fuori Tutta La Notte-tantan

A Roma, il nipote cambiò la password della porta e lasciò la nonna di 75 anni a dormire nel corridoio.

Nonna Elena era uscita soltanto per buttare la spazzatura.

Non aveva preso il telefono.

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Non aveva preso il cappotto.

Non aveva preso nemmeno le vecchie chiavi che continuava a conservare in un cassetto, anche se ormai tutti in casa le dicevano che non servivano più.

La porta era moderna, dicevano.

La serratura era intelligente, dicevano.

Bastava ricordare un codice.

E Elena quel codice lo ricordava.

Lo aveva digitato tante volte con la punta dell’indice, lentamente, come chi non si fida mai del tutto delle cose nuove ma cerca comunque di non pesare sugli altri.

Quella mattina, la moka era ancora tiepida in cucina.

Aveva bevuto un caffè corto, in silenzio, davanti alla finestra.

Sul tavolo c’erano una tazzina pulita, un tovagliolo piegato e una vecchia fotografia di famiglia nella cornice scura.

Elena aveva settantacinque anni, ma usciva ancora di casa in ordine.

La sciarpa leggera era annodata bene, le scarpe erano pulite, i capelli sistemati con quella cura che non era vanità ma dignità.

Nel suo modo di vivere, anche buttare la spazzatura richiedeva una certa compostezza.

Non per gli altri.

Per sé stessa.

Nel palazzo, i rumori del mattino salivano e scendevano dalle scale.

Una porta che si chiudeva.

Un ascensore che tossiva tra un piano e l’altro.

Un odore di detersivo nel corridoio.

Qualcuno, forse al piano di sotto, era passato dal forno e aveva lasciato nell’aria quel profumo caldo di pane che rendeva anche un pianerottolo meno anonimo.

Elena prese il sacchetto, uscì e chiuse la porta alle sue spalle.

Il clic della serratura fu normale.

Troppo normale.

Scese piano, tenendosi appena al corrimano.

Buttò la spazzatura.

Salutò con un cenno una vicina che stava rientrando con una busta della spesa.

Poi tornò su.

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