A Sorrento Bruciò Il Mandolino Del Padre E Trovò La Verità-tantan - Chainityai

A Sorrento Bruciò Il Mandolino Del Padre E Trovò La Verità-tantan

La figlia bruciò il mandolino del padre a Sorrento.

Il signor Nino aveva 84 anni e una casa piena di silenzi che nessuno voleva più ascoltare.

Ogni pomeriggio, quando la luce entrava bassa dalla finestra, prendeva il suo mandolino e si sedeva sempre sulla stessa sedia.

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Non era una sedia speciale per gli altri.

Per lui, invece, era il posto dove sua moglie gli sorrideva dalla cucina, dove il profumo del caffè della moka riempiva la stanza, dove la vita sembrava ancora avere una forma riconoscibile.

Il mandolino era vecchio, con il legno consumato e una piccola crepa vicino alla cassa.

Nino lo puliva con un panno morbido prima di suonare, come se accarezzasse una fronte amata.

La figlia lo guardava con fastidio.

Per lei quello strumento non era memoria.

Era rumore.

Era disordine.

Era un richiamo continuo a una madre morta, a un passato che lei voleva chiudere dentro un cassetto e dimenticare.

Nino non chiedeva molto.

Un piatto caldo, una sedia vicino alla finestra, il permesso di suonare per qualche minuto.

Ma anche quel poco sembrava troppo dentro una casa dove sua figlia controllava ogni cosa, dalle tende al modo in cui le tazzine dovevano restare sul vassoio.

Quel giorno lei era particolarmente nervosa.

Aveva passato la mattina a sistemare la cucina, a spostare fotografie, a piegare ricevute, a lucidare il piano del tavolo come se dovesse arrivare qualcuno importante.

Poi si era messa davanti allo specchio del corridoio.

Si era aggiustata i capelli.

Aveva stretto un foulard al collo.

Aveva controllato le scarpe, il trucco, il rossetto.

Voleva apparire impeccabile.

La Bella Figura era diventata per lei una corazza, ma una corazza può anche diventare una prigione.

Nino la osservò da lontano senza giudicarla.

Aveva imparato, con l’età, che certe persone non urlano perché sono forti, ma perché hanno paura di tutto ciò che non riescono a controllare.

Sul tavolo c’erano le chiavi di famiglia.

Accanto alle chiavi, alcune vecchie foto.

In una, sua moglie stringeva il braccio di Nino durante una giornata di sole.

In un’altra, la figlia era bambina e rideva con una mano infilata nella tasca del padre.

La casa ricordava.

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