A Torino Cancellano Il Nome Del Padre E Si Prendono Casa Sua-tantan - Chainityai

A Torino Cancellano Il Nome Del Padre E Si Prendono Casa Sua-tantan

Quando il signor Basilio, 77 anni, tornò a casa dopo una visita medica a Torino, non cercava una guerra.

Cercava solo la sua porta.

Aveva camminato piano dal punto in cui era sceso, tenendo la borsa della farmacia in una mano e il foglio della visita nell’altra.

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Il medico gli aveva detto di non agitarsi, di riposare, di evitare discussioni inutili.

Basilio aveva annuito, come fanno gli uomini della sua età quando vogliono sembrare più forti del corpo che comincia a tradirli.

Prima di rientrare, si era fermato al bar per un espresso.

Non perché ne avesse davvero voglia, ma perché quel piccolo rito lo aiutava a sentirsi ancora parte del mondo.

Il bancone, la tazzina calda, il rumore dei cucchiaini, due uomini che parlavano piano davanti al giornale.

Tutto normale.

Tutto come sempre.

Poi era salito verso casa con la sciarpa ben sistemata sul collo e le scarpe lucidate la sera prima.

Sua moglie diceva sempre che le scarpe raccontano se un uomo ha ancora rispetto per se stesso.

Da quando lei non c’era più, Basilio continuava a lucidarle anche quando non doveva andare da nessuna parte.

Quel giorno, però, era andato davvero da qualche parte.

Visita medica alle 9:40.

Ricetta ritirata alle 10:18.

Scontrino della farmacia piegato dentro la tasca del cappotto.

Tutte piccole prove di una mattina ordinaria.

Una mattina che doveva finire con lui che apriva la porta, metteva l’acqua sul fuoco, lasciava borbottare la moka e si sedeva al tavolo della cucina.

Invece finì davanti al campanello.

Basilio alzò gli occhi verso la pulsantiera del portone e, per abitudine, cercò il suo cognome.

Non lo trovò.

Pensò che la vista gli stesse giocando un brutto scherzo.

Si avvicinò di più.

Controllò la fila dei nomi, uno dopo l’altro.

C’erano i vicini del secondo piano.

C’era la famiglia del terzo.

C’era il nome nuovo di una coppia arrivata da poco.

Ma il suo nome non c’era più.

Al posto della vecchia targhetta un po’ graffiata, quella che era rimasta lì per anni, ce n’era una nuova, lucida, precisa.

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