A Torino, Una Caramella Costrinse Una Bambina A Scegliere-tantan - Chainityai

A Torino, Una Caramella Costrinse Una Bambina A Scegliere-tantan

A Torino, ogni fine settimana, Sofia capiva che qualcosa stava per andare storto dal modo in cui gli adulti preparavano il tavolo.

Non serviva che alzassero la voce.

Non serviva che sbattessero porte.

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Bastavano due caramelle.

Una rossa.

Una blu.

La rossa significava papà.

La blu significava mamma.

Sofia aveva sei anni, e a sei anni una caramella dovrebbe essere una promessa piccola, semplice, quasi luminosa.

Dovrebbe sapere di zucchero, di premio dopo la scuola, di mano aperta da una nonna, di tasca segreta in un cappotto.

In casa sua, invece, sapeva di paura.

La domenica mattina l’appartamento aveva spesso l’odore familiare della moka e del cornetto comprato al bar.

Fuori, Torino restava composta, elegante, con quella discrezione che fa sembrare tutto ordinato anche quando dietro una finestra qualcuno sta cadendo a pezzi.

Dentro, Sofia sedeva davanti al tavolo di legno e guardava le due caramelle come si guarda una sentenza.

Il padre non le urlava mai in faccia quando iniziava il gioco.

Questo rendeva tutto peggiore.

Si sedeva davanti a lei, si aggiustava i polsini, teneva le scarpe lucide bene piantate sotto la sedia e appoggiava la caramella rossa vicino al bordo del tavolo.

La madre arrivava dopo pochi secondi, con la sciarpa ancora al collo o stretta in mano, e posava quella blu accanto all’altra.

Nessuno diceva subito che cosa volessero.

Lo sapevano tutti e tre.

Sofia lo aveva imparato prima ancora di imparare a leggere bene.

“Dai, amore,” diceva il padre, con un tono quasi tenero.

“Non è una cosa brutta.”

La madre sorrideva con le labbra, ma non con gli occhi.

“Scegli col cuore,” diceva.

Sofia guardava la caramella rossa, poi la blu.

Voleva chiedere se il cuore potesse scegliere due volte.

Voleva chiedere se un bambino potesse voler bene a due persone senza diventare colpevole.

Ma nella sua casa le domande avevano iniziato a fare rumore, e ogni rumore diventava un problema.

La prima volta scelse la rossa.

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