A Venezia Teneva Una Vecchia Barca Per Portare Gli Anziani Alle Visite-tantan - Chainityai

A Venezia Teneva Una Vecchia Barca Per Portare Gli Anziani Alle Visite-tantan

A Venezia, nelle mattine fredde, il silenzio non è mai davvero silenzio.

C’è l’acqua che batte contro il legno, una serranda che si alza, il cucchiaino che gira dentro una tazzina di espresso, il passo lento di chi esce di casa molto prima degli altri perché non può permettersi di arrivare tardi.

Il signor Marcello aveva settantotto anni e una piccola barca di legno che sembrava più vecchia di lui.

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La teneva pulita come poteva, anche se la vernice saltava via in più punti e il motore aveva un carattere difficile.

Quando partiva bene, Marcello lo accarezzava con due dita sul metallo e mormorava: “Bravo, anche oggi.”

Quando invece si spegneva in mezzo al canale, non imprecava quasi mai.

Stringeva la mascella, si chinava, controllava la corda, il serbatoio, una vite, un filo, e poi riprovava.

Sapeva che chi sedeva davanti a lui non aveva bisogno di vedere paura.

Aveva bisogno di vedere qualcuno che restava calmo.

Per questo, ogni volta che portava un anziano a una visita medica, parlava poco e faceva gesti precisi.

Aiutava a salire.

Sistemava la coperta sulle ginocchia.

Prendeva la cartellina con i documenti e la metteva in un punto asciutto.

Chiedeva l’orario.

Lo scriveva sul suo quaderno, anche se spesso lo aveva già memorizzato.

Non perché non si fidasse.

Perché un appuntamento medico, per chi ha pochi soldi e pochi mezzi, non è solo un orario.

È una porta che può aprirsi o chiudersi.

Marcello questo lo sapeva meglio di chiunque.

Anni prima, sua moglie aveva una visita importante.

Lui ricordava ancora il foglio piegato sul tavolo, vicino alla moka spenta e a due tazze lavate in fretta.

Ricordava l’orario scritto in alto.

07:40.

Ricordava il modo in cui lei aveva cercato di non farlo sentire in colpa.

“Troveremo un passaggio,” gli aveva detto.

Ma non lo trovarono.

Non avevano abbastanza denaro per affittare una barca.

Marcello bussò, chiamò, aspettò una risposta che non arrivò, guardò il tempo passare con quella sensazione terribile di essere fermo mentre tutto ciò che contava si allontanava.

La visita saltò.

Ne seguirono altre cose, più pesanti, più difficili da dire.

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