Abbandonò Suo Padre Nel Camerino, Ma La Delega La Tradì-tantan - Chainityai

Abbandonò Suo Padre Nel Camerino, Ma La Delega La Tradì-tantan

A Firenze, il signor Orlando, 79 anni, rimase seduto in un camerino per tre ore, stringendo un maglione non ancora pagato.

Non era entrato in quel centro commerciale per comprare qualcosa.

Era entrato perché sua figlia gli aveva detto che dovevano fare una cosa semplice, veloce, da padre e figlia.

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“Ti prendo un maglione caldo,” gli aveva detto, sistemandogli il colletto del cappotto con un gesto che da fuori poteva sembrare premuroso.

Orlando si era lasciato sistemare.

A settantanove anni, certe mani le riconosci anche se sono diventate più impazienti.

Sono le mani della bambina che un tempo ti stringeva il dito per attraversare la strada.

Sono le mani della donna adulta che ora controlla l’orologio mentre tu cerchi di non rallentarla.

Il centro commerciale era pieno di luce, di vetrine, di passi lucidi sul pavimento.

Dal bar all’ingresso arrivava l’odore amaro dell’espresso e quello dolce dei cornetti rimasti in esposizione fino a tardi.

Le persone passavano con borse eleganti, sciarpe sistemate con cura, scarpe pulite, quella fretta educata di chi vuole comprare, cenare, apparire bene e tornare a casa senza intoppi.

Orlando camminava piano.

La figlia ogni tanto si voltava, ma non abbastanza da aspettarlo davvero.

“Papà, dai,” diceva con voce bassa, perché la vergogna non doveva sembrare vergogna davanti agli altri.

Lui sorrideva e annuiva.

Non voleva creare problemi.

Non voleva essere il vecchio che blocca il corridoio, che fa inciampare le persone, che costringe la figlia a ripetere le cose.

Aveva imparato a scusarsi prima ancora di disturbare.

Quando arrivarono nel reparto abbigliamento, lei prese un maglione scuro da uno scaffale e glielo appoggiò contro il petto.

“Questo ti sta bene. Provalo.”

Orlando guardò il cartellino, poi guardò lei.

Non chiese il prezzo.

La figlia gli fece un piccolo sorriso, rapido, controllato.

“Non pensare sempre ai soldi. Entra un attimo.”

Lo accompagnò fino ai camerini e tirò la tenda come se stesse chiudendo una parentesi.

“Tu mettiti seduto, così non ti stanchi. Io guardo solo due cose qui accanto.”

Orlando rimase con il maglione sulle ginocchia.

Dentro il camerino c’erano uno specchio alto, uno sgabello basso e una luce bianca che mostrava troppo: le macchie sul cappotto, la pelle sottile delle mani, il nodo della sciarpa fatto male.

Lui provò a togliersi il cappotto, ma il braccio sinistro gli fece male.

Allora si sedette.

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