Accusata Di Furto A Roma: La Verità Su Alina Sconvolge Tutti-tantan - Chainityai

Accusata Di Furto A Roma: La Verità Su Alina Sconvolge Tutti-tantan

L’odore del caffè usciva ancora dal piccolo bar all’angolo quando Alina attraversò la strada stringendo la mano di sua madre.

Roma si stava appena svegliando davvero.

Le serrande di alcuni negozi salivano lentamente.

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Un uomo sistemava cassette di arance davanti al fruttivendolo.

Qualcuno beveva espresso in piedi vicino al bancone, sfogliando il giornale senza fretta.

Alina guardava tutto con gli occhi silenziosi di chi ha imparato presto a non chiedere troppo.

Aveva otto anni.

Uno zaino scolorito.

Le scarpe consumate sulla punta.

E un giubbotto troppo leggero per quella mattina.

Sua madre camminava con il portafoglio già aperto tra le mani.

Contava i soldi ancora una volta.

Sempre la stessa abitudine.

Sempre la stessa preoccupazione.

“Prima il latte,” disse sottovoce.

“Poi la pasta.”

Alina annuì.

Non protestava mai.

Non chiedeva giocattoli.

Non chiedeva dolci.

Aveva imparato a riconoscere l’espressione stanca sul volto della madre quando il denaro non bastava.

Entrarono nel supermercato insieme ad altre persone appena uscite dal lavoro del mattino o dal bar.

Le luci fredde dei corridoi illuminarono subito i vestiti vecchi della bambina.

E gli sguardi arrivarono quasi immediatamente.

Non erano parole.

Mai parole.

Erano occhi.

Occhi che giudicavano senza parlare.

La madre prese un cestino piccolo.

Pochissime cose.

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