Costretta A Scusarsi In Chiesa Per Un Fazzoletto Caduto-tantan - Chainityai

Costretta A Scusarsi In Chiesa Per Un Fazzoletto Caduto-tantan

La domenica mattina a Palermo aveva sempre lo stesso ritmo.

Le serrande che si alzavano piano.

Il profumo del pane appena sfornato che usciva dai forni di quartiere.

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Le famiglie eleganti che attraversavano le strade strette con passo lento, salutandosi da un balcone all’altro.

E poi le campane.

Quelle campane che chiamavano tutti alla messa delle undici.

Nonna Saveria arrivava sempre in anticipo.

Da anni.

Forse da decenni.

Nessuno ricordava una sola domenica in cui fosse mancata.

Ottantuno anni.

Capelli bianchi raccolti con cura.

Scarpe lucidate la sera prima.

Una piccola borsa nera consumata agli angoli.

E quel fazzoletto bianco ricamato che teneva sempre tra le mani.

Glielo aveva lasciato sua madre.

Saveria non parlava molto.

Era una di quelle donne che mostrano amore preparando il pranzo per tutti senza sedersi mai davvero a tavola.

Quelle donne che ricordano i compleanni.

Che piegano i cappotti degli altri.

Che infilano una banconota nella tasca di un nipote senza dire niente.

La gente del quartiere la conosceva bene.

La vedevano ogni mattina fermarsi al piccolo bar vicino alla piazza per prendere un espresso corto.

Sempre allo stesso tavolo.

Sempre con lo stesso sorriso gentile.

Ma dentro casa sua, da qualche anno, le cose erano cambiate.

Da quando suo figlio aveva sposato Teresa.

Teresa era il tipo di donna che teneva tutto perfetto.

La tavola.

I vestiti.

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