Dopo Il Funerale, Ruppe La Foto Di Sua Madre Per La Casa-tantan - Chainityai

Dopo Il Funerale, Ruppe La Foto Di Sua Madre Per La Casa-tantan

A Roma, la casa era rimasta piena anche dopo che tutti avevano smesso di parlare.

I fiori del funerale stavano ancora nell’ingresso, appoggiati dove qualcuno li aveva lasciati entrando con passo incerto.

La moka sul fornello aveva il caffè ormai freddo, scuro e immobile, come una cosa dimenticata nel momento sbagliato.

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Sul tavolo lungo della sala c’erano tazzine vuote, fazzoletti piegati male, un piattino con due biscotti intatti e una candela accesa davanti alla foto della madre.

La foto era semplice.

Lei sorrideva appena, con quello sguardo di chi aveva imparato a portare il peso della famiglia senza farlo vedere troppo.

Dietro la cornice, però, il figlio minore vedeva altro.

Non vedeva il volto.

Non vedeva la madre.

Vedeva un possibile nascondiglio.

Sua sorella maggiore se ne accorse quasi per caso, mentre raccoglieva un bicchiere dal tavolo e cercava di ricordare a chi appartenesse un foulard rimasto sulla sedia.

La casa era piena di parenti stanchi.

Alcuni erano ancora in giacca scura, con le scarpe lucidate per rispetto, come se la dignità del dolore passasse anche dai dettagli.

Una zia parlava piano vicino alla porta.

Un cugino guardava il pavimento.

Qualcuno aveva mormorato che sarebbe stato meglio mangiare qualcosa, ma nessuno aveva davvero fame.

Dopo un funerale, certe case non diventano silenziose.

Diventano fragili.

Ogni oggetto sembra chiedere di essere trattato con più attenzione del solito.

La sedia su cui la madre si sedeva.

La tazza che usava la mattina.

Le chiavi rimaste nella ciotola vicino all’ingresso.

Le fotografie allineate sul mobile, tutte un po’ storte perché negli anni erano state spolverate, spostate, rimesse a posto mille volte.

Il figlio minore stava davanti al tavolo.

Non piangeva.

Non pregava.

Non guardava nessuno.

Aveva una mano sulla cornice e un’espressione tesa, quasi infastidita, come se tutto quel lutto gli stesse facendo perdere tempo.

La sorella lo fissò.

All’inizio non capì.

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