Due Anziani Poveri Creano A Napoli Il Fondo Senza Nome-tantan - Chainityai

Due Anziani Poveri Creano A Napoli Il Fondo Senza Nome-tantan

A Napoli, tra il profumo dell’espresso al banco e il rumore delle cassette trascinate al mercato, c’erano due anziani che nessuno guardava davvero a lungo.

La gente li conosceva, certo.

Li salutava con un cenno, con un “buongiorno” detto in fretta, con quella gentilezza sottile che spesso serve più a chi la offre che a chi la riceve.

Image

Ma fermarsi, guardarli negli occhi, chiedere davvero come stavano, era un’altra cosa.

Nonna Teresa aveva 86 anni e portava sempre un foulard legato con cura.

Non era un foulard elegante, eppure lei lo sistemava ogni mattina come se la dignità passasse anche da lì.

Le scarpe erano vecchie, ma pulite.

Il cappotto aveva i gomiti consumati, ma non una macchia.

Anche quando usciva per raccogliere ciò che altri lasciavano dietro il mercato, Teresa cercava di presentarsi composta, come se il mondo potesse toglierle quasi tutto, ma non il diritto di restare in piedi.

Il Signor Luigi aveva 89 anni.

Non era suo marito.

Non era suo fratello.

Non era nemmeno un parente lontano di quelli che le famiglie nominano quando serve riempire un tavolo a pranzo.

Era semplicemente Luigi, un uomo povero come lei, con la pensione piccola, le mani rovinate e un silenzio che sembrava più antico del suo corpo.

Si incontravano quasi ogni mattina al mercato.

All’inizio, anni prima, si erano solo riconosciuti nella stessa fatica.

Teresa piegava una busta di plastica ancora utile e Luigi le passava una mela ammaccata dicendo: “Questa, se tagli via il brutto, è buona.”

Lei aveva risposto: “Allora siamo buoni pure noi.”

Da quel giorno avevano cominciato a camminare insieme.

Non si facevano promesse.

Non parlavano di futuro.

Per chi vive contando le monete, il futuro spesso è solo il prossimo pasto.

Eppure, in quel loro modo lento, avevano costruito una specie di alleanza.

La mattina controllavano le cassette vuote.

A volte trovavano verdure troppo mature, pane duro, un sacchetto dimenticato, qualche moneta finita tra i cartoni.

A volte non trovavano niente.

Quando succedeva, Luigi alzava le spalle e diceva: “Oggi il mondo ha chiuso il portafoglio.”

Teresa fingeva di rimproverarlo.

“Il mondo non ha portafoglio, Luigi.”

“Ce l’ha, Teresa. Solo che spesso lo tiene dalla parte sbagliata.”

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *