Il Bambino Al Chiosco Leggeva Ogni Giorno Lo Stesso Annuncio-tantan - Chainityai

Il Bambino Al Chiosco Leggeva Ogni Giorno Lo Stesso Annuncio-tantan

Il bambino arrivava sempre quando Torino non era ancora del tutto sveglia, ma già fingeva di esserlo.

La serranda del chiosco saliva con il suo rumore metallico, il bar accanto faceva tintinnare le tazzine, e la prima fila di persone attraversava il marciapiede con il giornale sotto il braccio e la fretta negli occhi.

Il giornalaio conosceva quel ritmo.

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Conosceva l’uomo che prendeva sempre il quotidiano sportivo senza salutarlo prima del caffè.

Conosceva la signora che comprava una rivista e poi commentava il tempo come se fosse una notizia personale.

Conosceva i ragazzi che guardavano le copertine, ridevano, e non compravano mai niente.

Ma il bambino non assomigliava a nessuno di loro.

Aveva nove anni, eppure non si muoveva come un bambino di nove anni.

Non correva verso le figurine.

Non chiedeva caramelle.

Non si perdeva davanti ai fumetti colorati.

Arrivava con una donna elegante, restava mezzo passo dietro di lei e aspettava il momento esatto in cui lei distoglieva lo sguardo.

Allora si avvicinava ai giornali appesi con le mollette.

E leggeva.

La prima volta, il giornalaio pensò che fosse solo curioso.

La seconda, pensò che forse stesse cercando qualche notizia letta a scuola.

La terza, capì che c’era qualcosa di sbagliato.

Il bambino non guardava le grandi foto in prima pagina.

Non seguiva i titoli politici, né le pagine di cronaca più rumorose, né le notizie di calcio che accendevano discussioni già alle otto del mattino.

Cercava la rubrica piccola.

Quella degli annunci di persone scomparse.

Era una colonna che molti fingevano di non vedere.

Stava lì, tra pagine che odoravano di inchiostro e di giorni brutti, con foto sgranate, nomi, date, dettagli che per la maggior parte dei passanti erano solo parole.

Per certe famiglie, invece, erano tutto ciò che restava.

Il bambino la leggeva come si guarda una porta chiusa.

Ogni mattina.

Sempre dalla stessa distanza.

Sempre con la stessa paura di essere scoperto.

La donna che lo accompagnava non era vecchia, ma aveva quel modo duro di stare composta che faceva sembrare ogni gesto una regola.

Indossava foulard ben annodati, cappotti ordinati, scarpe lucidate anche quando il marciapiede era umido.

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