Il Bambino Che Cantava Sul Canale E La Madre Che Lo Riconobbe-tantan - Chainityai

Il Bambino Che Cantava Sul Canale E La Madre Che Lo Riconobbe-tantan

A Venezia, la mattina non arriva mai tutta insieme.

Prima scivola sull’acqua dei canali, poi si posa sulle finestre, poi entra nei bar con il profumo dell’espresso e dei cornetti appena messi dietro il vetro.

Quel giorno, però, prima ancora delle voci dei clienti e del tintinnio delle tazzine, si sentì una voce piccola.

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Era roca.

Troppo roca per appartenere a un bambino di otto anni.

Matteo cantava vicino al canale, con un cappotto consumato sulle spalle e una scatola di latta ai piedi.

La scatola non era grande, ma faceva rumore ogni volta che una moneta cadeva dentro.

Quel rumore era diventato la misura della sua giornata.

Se cadevano abbastanza monete, l’uomo che lo teneva con sé parlava poco.

Se ne cadevano poche, la sera il silenzio diventava più duro di qualunque rimprovero.

Matteo non sapeva bene da quanto tempo vivesse così.

I bambini contano i compleanni, le vacanze, le merende dopo la scuola.

Lui contava i passi fino al ponte, le ore in piedi, le mani dei passanti che si avvicinavano alla tasca e poi cambiavano idea.

L’uomo lo portava sempre nello stesso punto.

Arrivavano quando la città cominciava ad aprire gli occhi, quando i negozi sistemavano le cassette e qualcuno passava con una borsa del forno ancora calda.

L’uomo gli raddrizzava il bavero, gli pettinava i capelli con le dita e gli metteva davanti la scatola.

Da lontano poteva sembrare premuroso.

Da vicino, Matteo sapeva riconoscere la pressione delle sue dita.

Non erano carezze.

Erano avvisi.

“Canta,” gli diceva ogni mattina.

Se Matteo tossiva, lui sorrideva.

“Meglio così. La voce rotta commuove.”

Una volta, quando il bambino aveva provato a dire che gli faceva male la gola, l’uomo gli aveva piegato la testa verso la scatola vuota.

“Hai capito o no? Il tuo pianto vende.”

Da allora Matteo non si lamentava più.

Cantava.

Non tutte le canzoni.

Non conosceva quelle allegre che uscivano dalle radio dei bar o dalle finestre aperte durante il pranzo.

Conosceva una sola melodia davvero.

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