Il Bambino Che Contava Sale Ogni Sera Per Ritrovare Suo Padre-tantan - Chainityai

Il Bambino Che Contava Sale Ogni Sera Per Ritrovare Suo Padre-tantan

Ogni sera, a Bari, Antonio aspettava il suono della serratura come altri bambini aspettano una favola.

Aveva 9 anni e conosceva già il rumore delle chiavi quando entravano piano, il passo controllato sulle mattonelle, il fruscio di un foulard tolto davanti allo specchio vicino alla porta.

Quelli erano i segnali.

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Non del ritorno di suo padre.

Della punizione.

La cucina era piccola ma sempre ordinata, con il tavolo di legno lucidato, la moka appoggiata sul fornello e una fila di tazzine bianche che la matrigna teneva in bella vista, come se una casa potesse sembrare buona solo perché era pulita.

Sulla parete c’era una foto vecchia, una di quelle fotografie che restano anche quando tutto il resto cambia.

Antonio era più piccolo, con i capelli spettinati dal vento.

Dietro di lui c’era suo padre, una mano sulla sua spalla e il viso segnato dal sole e dal mare.

Quella mano, Antonio se la ricordava più della faccia.

Era pesante, calda, sicura.

Quando suo padre partiva per mare, lasciava sempre qualcosa dietro di sé.

Una promessa.

Un bacio dato in fretta.

Le chiavi appese vicino alla porta.

L’odore di sale sui vestiti.

E una frase che Antonio ripeteva nella testa quando la casa diventava troppo silenziosa.

“Quando torno, mi racconti tutto.”

Ma suo padre non sapeva che, in quella casa, raccontare era diventato impossibile.

La matrigna non aveva bisogno di gridare.

Non aveva bisogno di alzare la mano.

Per lei bastava sedersi davanti a lui, versare il sale e guardarlo come se stesse facendo una cosa giusta.

La prima volta era successo per una briciola.

Antonio aveva mangiato in fretta un pezzo di pane, tornando dal forno con il sacchetto caldo stretto al petto, e qualche briciola era rimasta sul tavolo.

Lei le aveva fissate a lungo.

Poi aveva preso il barattolo del sale.

“Se vuoi vivere in una casa ordinata,” aveva detto, “devi imparare l’ordine.”

Antonio aveva pensato che dovesse pulire.

Aveva già allungato la mano verso lo strofinaccio.

Ma lei aveva rovesciato una piccola montagna bianca sul tavolo.

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