Il Biglietto Vincente Del Vecchio Finì Nelle Mani Più Inaspettate-tantan - Chainityai

Il Biglietto Vincente Del Vecchio Finì Nelle Mani Più Inaspettate-tantan

A Bari, Vittorio aveva 79 anni e un modo tutto suo di attraversare le mattine.

Si alzava presto, anche quando non aveva appuntamenti.

Lucidava le scarpe con un panno consumato, sistemava la camicia dentro i pantaloni e controllava che le chiavi della vecchia casa fossero nella tasca giusta.

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Poi metteva la moka sul fornello.

Il borbottio del caffè riempiva la cucina prima ancora della luce, e per qualche minuto la casa sembrava abitata da più persone.

Non era così.

Da anni, Vittorio viveva quasi sempre da solo.

La casa era grande, ereditata, piena di mobili robusti, fotografie ingiallite, sedie che avevano ascoltato pranzi lunghi e silenzi ancora più lunghi.

C’erano cornici sul muro con volti che i parenti nominavano solo nelle occasioni utili.

C’erano cassetti pieni di ricevute, vecchie buste, chiavi senza porta e piccoli oggetti che per lui avevano più valore di qualsiasi numero scritto su un foglio.

I parenti, però, non li vedeva quasi mai.

Qualcuno chiamava a Natale, se si ricordava.

Qualcuno mandava un messaggio freddo, con le parole giuste e nessuna voglia di ascoltare la risposta.

Qualcuno abitava abbastanza vicino da poter passare, ma abbastanza lontano con il cuore da non farlo mai.

Vittorio non si lamentava.

Diceva che ognuno aveva la propria vita.

Diceva che i giovani correvano.

Diceva che non bisognava pesare sugli altri.

Ma la domenica, quando apparecchiava il tavolo e si accorgeva di aver preso due piatti invece di uno, si fermava sempre un secondo di troppo.

Poi rimetteva il secondo piatto nella credenza.

Quel gesto era diventato una piccola ferita settimanale.

Il giorno della vincita cominciò senza rumore.

Vittorio era uscito come sempre, con il passo lento ma composto, il cappotto ben chiuso e le scarpe pulite.

Al bar, aveva preso un espresso e un cornetto.

Il barista gli aveva fatto un cenno con la testa, come si fa con gli uomini che passano nello stesso posto da anni e ormai fanno parte dell’arredamento umano della strada.

Vittorio aveva aperto il giornale, ma non lo aveva letto davvero.

Nella tasca interna aveva un biglietto.

Non era la prima volta che giocava.

Non lo faceva per diventare ricco, almeno così diceva a se stesso.

Lo faceva per abitudine, per compagnia, per dare una forma alla speranza senza doverla confessare a nessuno.

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