Il Cinema Dimenticato Che Riaccese La Memoria Degli Anziani-tantan - Chainityai

Il Cinema Dimenticato Che Riaccese La Memoria Degli Anziani-tantan

A Roma, il Signor Claudio aveva 85 anni e una fedeltà che molti scambiavano per ostinazione.

Ogni settimana entrava nel suo piccolo cinema, apriva le finestre quel tanto che bastava per far uscire l’odore di chiuso, poi passava un panno morbido sullo schermo.

Non lo faceva per i clienti.

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I clienti non c’erano più.

Le file di sedie erano poche, il velluto aveva perso colore, la polvere si posava sui braccioli come una coperta sottile.

La cassa, un tempo rumorosa di monete e biglietti, restava muta.

Sul banco c’erano ancora una matita corta, un registro con le date scritte a mano e due tazzine da espresso che Claudio lavava anche quando nessuno le usava.

Fuori, la città continuava a muoversi.

La gente passava per il caffè del mattino, un cornetto mangiato in fretta, una commissione al forno, una parola scambiata con il vicino.

Dentro, invece, il tempo sembrava non voler scegliere se fermarsi o andarsene.

Claudio conosceva ogni scricchiolio.

Sapeva quale sedia faceva rumore in terza fila, quale interruttore bisognava premere due volte, quale bobina aveva bisogno di più pazienza.

Il vecchio proiettore era il suo compagno più silenzioso.

Lo accarezzava con le dita come si fa con una cosa viva, non perché fosse perfetto, ma perché era rimasto.

Molti gli avevano consigliato di chiudere.

Non erano crudeli.

Dicevano la verità che si dice quando non si vuole guardare troppo a lungo il dolore di qualcuno.

“Signor Claudio, ormai non viene più nessuno.”

Lui ascoltava, annuiva, poi tornava a pulire lo schermo.

Perché per lui quello schermo non era un pezzo di stoffa bianca.

Era il luogo dove tante persone avevano riso, pianto, portato i figli, litigato sottovoce, fatto pace nel buio, stretto una mano senza farsi vedere.

C’erano ricordi che non appartenevano solo a lui.

E proprio per questo non riusciva a lasciarli marcire.

Una mattina, mentre stava controllando una bobina di film in bianco e nero, qualcuno bussò alla porta.

Claudio alzò la testa lentamente.

La porta si aprì e comparvero due donne e un uomo di mezza età.

Parlavano con delicatezza, come chi teme di chiedere troppo.

Avevano genitori anziani con una lieve demenza.

Cercavano un posto tranquillo, piccolo, protetto, dove portarli per un’ora.

Non volevano una festa.

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