Il Fazzoletto Del Lutto Che Sporcò Un Segreto Di Famiglia-tantan - Chainityai

Il Fazzoletto Del Lutto Che Sporcò Un Segreto Di Famiglia-tantan

Nonna Teresa aveva ottantadue anni e viveva a Napoli con una memoria più ordinata dei suoi cassetti.

Ogni cosa nella sua casa aveva un posto, e ogni posto aveva una ragione.

Le chiavi di famiglia stavano vicino alla porta, appese a un gancio di ottone che il marito aveva fissato molti anni prima.

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Le fotografie più vecchie stavano sul mobile del corridoio, non perché fossero decorative, ma perché Teresa potesse salutarle passando.

La moka, ogni mattina, aspettava sul fornello come un piccolo dovere d’amore.

E nel cassetto più alto del comò c’era il fazzoletto nero del lutto.

Non era un oggetto prezioso per gli altri.

Per gli altri era stoffa.

Per Teresa era l’ultima cosa che aveva tenuto accanto al marito quando la casa era diventata troppo silenziosa.

Lo prendeva tra le dita senza aprirlo del tutto, come se anche il gesto più semplice dovesse chiedere permesso.

Passava il pollice sul bordo cucito, più spesso degli altri, e ogni volta sentiva una specie di pace dolorosa.

Non lo lavava spesso.

Non lo mostrava.

Non lo raccontava come fanno certe persone quando trasformano il dolore in una storia da offrire agli ospiti.

Lo custodiva e basta.

C’erano lutti che invecchiavano male, diventando rancore.

Il suo era diventato disciplina.

Continuava a vestirsi con cura anche per scendere in cucina.

Lucidava le scarpe.

Sistemava lo scialle prima di aprire la finestra.

Teneva la casa pulita non per far vedere agli altri che stava bene, ma per non permettere al dolore di comandare tutto.

Il figlio, invece, sembrava convinto che ciò che non brillava più non avesse valore.

Aveva una macchina sportiva di cui parlava come di una conquista.

La parcheggiava nel garage con un’attenzione che Teresa non gli vedeva usare per le parole.

La lucidava, la fotografava, controllava ogni graffio, e se una goccia d’acqua restava sul cofano, la toglieva subito.

Con sua madre era meno preciso.

Arrivava, apriva i cassetti, spostava le cose, lasciava messaggi a metà e frasi dette con la fretta di chi pensa che la vecchiaia sia solo lentezza.

Teresa non gli chiedeva molto.

Gli chiedeva di salutare entrando.

Gli chiedeva di non alzare la voce.

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