Il Gelataio Che Capì Perché Paolo Non Comprava Mai Un Gelato-tantan - Chainityai

Il Gelataio Che Capì Perché Paolo Non Comprava Mai Un Gelato-tantan

Per tutta l’estate, a Palermo, Paolo passò davanti alla stessa gelateria quasi ogni giorno.

Aveva 8 anni e camminava con quella prudenza triste dei bambini che hanno imparato a occupare poco spazio.

Non correva verso la vetrina.

Image

Non batteva le mani contro il vetro.

Non indicava i gusti con entusiasmo, come facevano gli altri bambini quando vedevano il cioccolato o la fragola.

Si fermava a una distanza precisa, abbastanza vicino da guardare, abbastanza lontano da non sembrare che stesse chiedendo.

Il gelataio lo notò all’inizio di giugno.

Il caldo era già forte, i turisti passavano a ondate leggere, e la gente del quartiere entrava per un caffè freddo, una granita, un cono da mangiare prima della passeggiata.

Paolo arrivò con una maglietta chiara, i capelli pettinati con cura e le mani dietro la schiena.

Il gelataio pensò che aspettasse la madre.

Poi pensò che aspettasse un amico.

Poi capì che non stava aspettando nessuno.

Guardava la vetrina.

Solo quella.

Il vetro aveva una leggera condensa, e dietro c’erano le vaschette ordinate: crema, nocciola, limone, cioccolato, pistacchio.

Ogni volta che qualcuno entrava, Paolo sollevava appena il mento.

Ogni volta che usciva un bambino con un cono, lo seguiva con gli occhi per due secondi.

Poi abbassava lo sguardo.

Il gelataio aveva visto tanti bambini senza soldi.

Alcuni chiedevano uno sconto.

Alcuni cercavano monete nelle tasche.

Alcuni inventavano una scusa, dicevano che la mamma sarebbe arrivata tra poco, che il papà aveva dimenticato il portafoglio, che avrebbero pagato domani.

Paolo non faceva nulla di tutto questo.

Restava lì, composto.

Troppo composto.

La prima scena vera accadde un pomeriggio, quando il sole colpiva la strada e faceva brillare le piastrelle all’ingresso della gelateria.

Un uomo entrò tenendo per mano un bambino più piccolo.

Paolo era con loro, ma non entrò.

Rimase fuori, vicino alla porta, come se una linea invisibile gli impedisse di superarla.

Il bambino più piccolo rise davanti alla vetrina.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *