Il Letto Del Nonno Nel Corridoio E Il Contratto Nascosto-tantan - Chainityai

Il Letto Del Nonno Nel Corridoio E Il Contratto Nascosto-tantan

A Genova, il signor Ettore, 79 anni, si svegliò e trovò il suo letto nel corridoio, mentre la sua camera era diventata la stanza livestream di sua nipote.

Per qualche secondo rimase immobile, con gli occhi aperti sul soffitto sbagliato.

Non era il soffitto della sua camera.

Image

Lì non c’era la piccola crepa sopra l’armadio, quella che guardava ogni mattina prima di alzarsi, né la luce morbida che filtrava dalle persiane e cadeva sulla foto di sua moglie.

C’era il corridoio.

C’era il portaombrelli.

C’erano scatole contro il muro, una busta con le sue medicine e una coperta messa ai piedi del letto come si fa con un ospite di passaggio.

Solo che lui non era un ospite.

Quella era casa sua.

Ettore si tirò su piano, sentendo la schiena protestare come ogni mattina, ma quel dolore lo conosceva e non gli faceva paura.

Quello che gli fece paura fu il silenzio ordinato con cui tutto era stato spostato.

Le sue pantofole erano sotto una sedia.

Le camicie erano piegate male, appoggiate sopra una scatola di lampadine.

Il golf grigio, quello che indossava per scendere al bar a prendere un espresso e salutare il giornalaio, era infilato in una borsa di plastica.

La foto di sua moglie era stata appoggiata di traverso su un cartone, come se anche lei avesse perso il diritto di stare nella stanza dove aveva vissuto.

Dalla cucina arrivava l’odore della moka.

Un odore amaro, domestico, quasi normale.

Proprio per questo faceva più male.

Ettore mise i piedi a terra e cercò il bastone con la mano.

Non lo trovò subito.

Qualcuno lo aveva messo dietro il letto, tra il muro e la testata, come se perfino quello desse fastidio al passaggio.

Quando riuscì ad alzarsi, fece tre passi lenti verso la camera.

La porta era socchiusa.

Da dentro usciva una luce bianca e rotonda, troppo forte per quell’ora.

Non era la luce del mattino.

Era una luce da schermo, da trucco, da vetrina.

Ettore spinse appena la porta.

La sua stanza non sembrava più una stanza.

Il letto non c’era.

Il comodino non c’era.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *