Il Pane Nello Zaino E Il Segreto Che Una Cuoca Non Svelò Mai-tantan - Chainityai

Il Pane Nello Zaino E Il Segreto Che Una Cuoca Non Svelò Mai-tantan

Vidi un ragazzino infilare tre pezzi di pane nello zaino, e le sue mani tremavano troppo per sembrare una bugia.

Ero dietro il bancone della mensa, con il mestolo della minestra in mano, quando me ne accorsi.

Il vapore saliva dalla pentola e mi appannava gli occhiali, mentre il refettorio si riempiva del rumore solito di mezzogiorno.

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Piatti sui tavoli, sedie trascinate, ragazzi che ridevano, qualcuno che chiedeva altra acqua, qualcuno che faceva finta di non vedere le verdure.

E poi c’era lui.

Mattia.

Seduto in fondo al tavolo, come faceva quasi sempre.

Giubbotto addosso anche se dentro faceva caldo, testa bassa, zaino stretto tra le gambe.

Non aveva l’aria di chi stava facendo una furbata.

Aveva l’aria di chi avrebbe voluto sparire prima ancora di essere notato.

Lo vidi prendere tre pezzi di pane dal vassoio e infilarli nello zaino con un movimento rapido, quasi spezzato.

Le dita gli tremavano.

Troppo.

Accanto a me, il professor Bianchi si irrigidì.

Era un uomo corretto, preciso, di quelli che tengono la giacca chiusa anche quando tutti hanno già arrotolato le maniche.

«Signora Maria, ha visto?» sussurrò, ma non abbastanza piano.

Io continuai a guardare Mattia.

«Sta mettendo il pane nello zaino. Bisogna dirlo subito alla direzione.»

Posai il mestolo.

Lo feci piano, perché a volte anche un oggetto appoggiato male può diventare un’accusa.

«Mi dia due minuti.»

«Ma il regolamento…»

«Lo conosco, il regolamento», dissi.

Poi abbassai la voce.

«Ma conosco anche la faccia di un bambino che ha fame.»

Bianchi rimase fermo.

Aveva già preparato la frase successiva, lo vedevo dalla bocca tesa, ma non la disse.

In trent’anni di mensa scolastica avevo imparato più cose di quante ne avessi mai lette su un foglio appeso in corridoio.

Avevo imparato che ci sono ragazzi che lasciano le verdure perché non gli piacciono davvero.

Altri le lasciano perché vogliono provocare.

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