Il Postino Trovò Lettere Senza Francobollo Di Una Bambina-tantan - Chainityai

Il Postino Trovò Lettere Senza Francobollo Di Una Bambina-tantan

A Bologna, il signor Carlo conosceva il rumore delle cassette della posta meglio del suono della propria sveglia.

Ogni mattina infilava le lettere, ritirava gli avvisi, scambiava un cenno con chi usciva di fretta e attraversava portoni che profumavano di caffè, detersivo e pane appena comprato al forno.

Non era un uomo curioso.

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O almeno, così diceva di sé.

Aveva imparato che la posta degli altri è come la vita degli altri: la tocchi, la porti, ma non la apri.

Eppure, in un martedì di primavera, davanti a una cassetta condominiale color ottone, trovò una busta che non rispettava nessuna regola.

Era piccola, spiegazzata sugli angoli, chiusa con troppa colla e infilata nella fessura come se qualcuno l’avesse nascosta in fretta.

Non c’era francobollo.

Non c’era indirizzo.

Non c’era neppure un nome scritto nel modo giusto.

Solo una frase, tracciata con una matita viola, sopra una carta sottile.

“Per papà, se papà si ricorda ancora di me.”

Carlo rimase immobile con il mazzo delle chiavi postali in mano.

Fuori, un uomo al bar batté la tazzina sul piattino dopo l’espresso.

Una donna passò con un sacchetto di cornetti e il passo veloce di chi vuole rientrare prima che il palazzo cominci a fare domande.

Carlo guardò di nuovo quella frase.

Non era uno scherzo da bambini.

Gli scherzi hanno fretta.

Quella busta aveva pazienza.

La portò con sé all’ufficio postale e la mise da parte, pensando che forse qualcuno sarebbe venuto a chiederla.

Nessuno venne.

La settimana successiva, nello stesso punto, alla stessa ora più o meno, Carlo trovò un’altra busta.

Stessa carta.

Stessa matita.

Stessa assenza di francobollo.

Questa volta, sul davanti, la frase era leggermente diversa.

“Per papà, anche se non sa dove abito.”

Carlo la tenne tra due dita come se potesse rompersi.

Al terzo martedì smise di considerarla una stranezza.

Al quarto cominciò a segnare le date.

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