Il Quaderno Nascosto Nel Cemento Che Fermò Un Intero Cantiere-tantan - Chainityai

Il Quaderno Nascosto Nel Cemento Che Fermò Un Intero Cantiere-tantan

Alle sei del mattino Napoli sembrava ancora sospesa tra il silenzio e il rumore.

Le serrande dei bar si alzavano lentamente.

L’odore dell’espresso riempiva i vicoli.

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Qualcuno usciva con il cornetto stretto in mano.

Qualcun altro sistemava le cassette davanti al fruttivendolo.

In mezzo a quella normalità, Gabriele camminava con un secchio di plastica troppo pesante per la sua età.

Aveva dieci anni.

Portava scarpe consumate e una felpa larga coperta di polvere bianca.

Il patrigno gli camminava davanti senza aspettarlo.

“Muoviti.”

Era la frase che sentiva più spesso.

Da mesi le sue mattine iniziavano così.

Niente scuola.

Niente zaino.

Niente compagni.

Solo il cantiere.

Quando arrivavano davanti ai cancelli metallici, il patrigno prendeva sempre la stessa sigaretta dalla tasca.

Accendeva lentamente.

Poi indicava i mattoni impilati.

“Comincia.”

Gabriele non rispondeva mai.

Aveva imparato che parlare peggiorava le cose.

All’inizio gli facevano soltanto pulire gli attrezzi.

Poi arrivarono i secchi di malta.

Poi i mattoni.

Poi il cemento da mescolare.

Le sue mani cambiarono in pochi mesi.

La pelle si apriva vicino alle dita.

Le nocche erano sempre arrossate.

A volte il dolore era così forte che la notte non riusciva a chiudere completamente le mani.

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