Il Vecchio Dei Semi Che Insegnò A Un Uomo A Ricominciare-tantan - Chainityai

Il Vecchio Dei Semi Che Insegnò A Un Uomo A Ricominciare-tantan

Il signor Giordano non arrivava mai tardi al mercato.

A ottantasei anni camminava piano, ma partiva presto, con la sua cassetta di legno stretta contro il fianco e il cappello abbassato sugli occhi quando il sole della Toscana cominciava appena a scaldare le pietre della piazza.

Gli altri venditori lo salutavano con un cenno rispettoso.

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Lui rispondeva sempre con la stessa calma, senza alzare troppo la voce, come se ogni parola dovesse risparmiare energia per qualcosa di più importante.

Sul suo banco non c’era quasi nulla che attirasse davvero la folla.

Niente cassette piene di frutta, niente forme di pane ancora calde, niente colori abbondanti da fotografare.

C’erano soltanto piccoli pacchetti di semi, piegati a mano, chiusi con uno spago sottile e sistemati in file ordinate.

Pomodoro.

Basilico.

Fagiolo.

Zucchina.

Qualcuno passava e sorrideva.

Qualcuno comprava per cortesia.

Qualcuno diceva che ormai la gente voleva tutto pronto, anche la speranza, e non aveva più pazienza per aspettare una foglia.

Giordano non discuteva mai.

Si limitava a passare il pollice sui pacchetti, controllando che fossero allineati, come se quelle piccole bustine contenessero qualcosa di molto più prezioso del loro prezzo.

In realtà era così.

Per lui quei semi non erano merce.

Erano memoria.

Anni prima aveva avuto una piccola fattoria, non grande, non ricca, ma abbastanza viva da riempire le sue giornate e quelle di sua moglie.

La loro casa odorava di terra asciutta, di verdure appena raccolte, di moka lasciata sul fornello la mattina e di pane comprato presto al forno.

Lei conservava i semi migliori in barattoli di vetro.

Li etichettava con una cura quasi ostinata, perché diceva che una casa senza semi era una casa che aveva smesso di credere alla primavera.

Giordano la prendeva in giro, ma poi era lui il primo a controllare che i barattoli fossero al riparo dall’umidità.

Poi era arrivata la siccità.

Non una giornata difficile, non una stagione un po’ magra, ma una ferita lunga, aperta nella terra.

I campi si erano screpolati.

Le piante si erano piegate.

Le foglie avevano perso colore prima ancora di crescere davvero.

Giordano aveva provato a salvare quello che poteva, ma ogni mattina trovava qualcosa in meno e ogni sera tornava in casa con più silenzio addosso.

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