La Bambina Che Raccoglieva Libri Buttati Dietro La Scuola-tantan - Chainityai

La Bambina Che Raccoglieva Libri Buttati Dietro La Scuola-tantan

Dietro una scuola privata di Roma, quando il cancello si apriva e le famiglie uscivano una dopo l’altra con l’aria di chi aveva già tutto previsto, Sofia restava sempre qualche passo più indietro.

Aveva otto anni e guardava i libri come altri bambini guardavano le vetrine dei dolci.

Non li chiedeva.

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Non li toccava davanti a nessuno.

Aspettava.

Aspettava che le madri sistemassero le sciarpe dei figli, che i padri controllassero il telefono, che gli studenti con le cartelle nuove salissero in macchina o sparissero lungo il marciapiede.

Poi, quando il rumore del cortile diventava più basso e il bidone vicino al muro restava solo, Sofia correva.

Non correva per giocare.

Correva per salvare ciò che gli altri buttavano via.

Un quaderno con la copertina strappata.

Un libro di lettura con due pagine macchiate.

Un eserciziario di matematica dell’anno precedente.

Una matita troppo corta per chi aveva l’astuccio pieno, ma ancora lunga abbastanza per una bambina che non aveva quasi nulla.

Sofia apriva lo zaino e faceva spazio con una cura quasi adulta.

Non infilava i libri alla rinfusa.

Li puliva con la manica, li batteva piano contro il muretto, li sistemava come se qualcuno potesse ancora rimproverarla per aver piegato gli angoli.

La prima volta che aveva trovato un libro intero, con soltanto il dorso rovinato, era tornata a casa stringendolo al petto.

Aveva pensato che quella sera avrebbe letto fino a tardi.

Aveva pensato che forse, copiando gli esercizi, sarebbe riuscita a non restare troppo indietro.

Poi la matrigna lo aveva visto.

La donna era in cucina, accanto alla moka spenta e a una tovaglia cerata con una macchia che non veniva più via.

Il fratellino di Sofia giocava per terra con un cucchiaio di legno, battendolo piano sul pavimento.

Sofia aveva appena aperto il libro quando la mano della matrigna era scesa sulla pagina.

“Da dove viene questo?”

Sofia aveva esitato.

“L’ho trovato.”

“Dove?”

“Dietro la scuola.”

La matrigna aveva sollevato il volume con due dita.

“Le cose dei figli dei ricchi non ti renderanno intelligente,” aveva detto.

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