La Bambina Di Amalfi Che Aspettava Una Barca Vuota Ogni Giorno-tantan - Chainityai

La Bambina Di Amalfi Che Aspettava Una Barca Vuota Ogni Giorno-tantan

Ogni pomeriggio, ad Amalfi, una bambina di 7 anni scendeva sulla spiaggia e si sedeva davanti a una barca vuota.

Si chiamava Lucia.

Arrivava sempre alla stessa ora, quando il sole cominciava a perdere forza e le ombre delle case si allungavano verso la riva.

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Non correva come gli altri bambini.

Non cercava conchiglie.

Non chiedeva un gelato.

Camminava con i sandali pieni di sabbia, la treccia già un po’ disfatta dal vento e un piccolo cornicello rosso che le batteva sul petto a ogni passo.

Poi si fermava davanti alla barca.

La barca non aveva niente di speciale.

Era piccola, vecchia, con il legno graffiato e la corda della prua consumata dal sale.

Sembrava il tipo di barca che gli adulti dimenticano in un angolo della spiaggia finché il mare non decide di prendersela.

Ma per Lucia era diverso.

Lei la guardava come si guarda una porta che potrebbe aprirsi da un momento all’altro.

Le persone del posto avevano imparato a notarla.

Una bambina seduta per mezz’ora poteva sembrare un gioco.

Una bambina seduta per tre ore diventava una domanda.

Una bambina seduta ogni giorno, sempre davanti alla stessa barca vuota, diventava qualcosa che nessuno riusciva più a ignorare.

Gli uomini al bar sul lungomare abbassavano la voce quando la vedevano arrivare.

Le donne che tornavano dal fruttivendolo rallentavano il passo, fingendo di sistemare le borse o gli occhiali da sole.

Qualche anziana faceva il segno delle dita contro il malocchio, piccolo, quasi nascosto, come se non volesse farsi vedere nemmeno dalla sfortuna.

Lucia, però, non guardava nessuno.

Guardava la barca.

Una volta, una donna le portò un cornetto avanzato dal bar.

Non era più caldo, ma profumava ancora di burro e zucchero.

La donna si chinò per metterglielo vicino.

“Prendilo, amore. Non hai mangiato niente.”

Lucia non allungò la mano.

“Non posso.”

“Perché non puoi?”

“Se mi distraggo, mamma non torna.”

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