La Bambina Di Siena E Il Ritratto Proibito Della Madre-tantan - Chainityai

La Bambina Di Siena E Il Ritratto Proibito Della Madre-tantan

Nel corridoio della casa di famiglia a Siena, Laura imparò prima il silenzio che la verità.

Aveva sei anni, le ginocchia spesso sbucciate sotto l’orlo del vestito, le mani sempre pronte a toccare ciò che gli adulti le dicevano di non toccare.

Ma c’era una cosa che non doveva nemmeno guardare troppo a lungo.

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Era un ritratto appeso nel punto più luminoso del corridoio.

Una donna giovane, bellissima, con gli occhi calmi e una tristezza appena nascosta all’angolo della bocca.

La cornice dorata era pesante, lavorata, piena di piccole foglie scolpite dove la polvere si fermava come se anche lei avesse paura di scendere.

Ogni mattina, quando la casa si svegliava con l’odore della moka e il rumore dei passi sul pavimento lucidato, Laura passava davanti a quel quadro più piano del necessario.

Non sapeva perché.

Sapeva solo che qualcosa in quel volto la tratteneva.

A volte, se nessuno la vedeva, alzava una mano e la fermava a mezz’aria.

Non arrivava mai a toccare il vetro.

Poi la mano scendeva, perché nella sua casa persino i gesti sembravano avere occhi.

Suo padre, quando attraversava quel corridoio, non guardava mai il ritratto.

Passava oltre con la giacca sistemata, i polsini chiusi, le chiavi prese dal mobile di marmo come se ogni mattina dovesse dimostrare a qualcuno che tutto era ordinato.

La matrigna, invece, lo guardava.

Non con nostalgia.

Non con rispetto.

Con controllo.

Come si guarda una finestra che potrebbe aprirsi da sola durante un temporale.

Il primo giorno in cui Laura ebbe il coraggio di fare una domanda, il bar vicino alla strada aveva appena iniziato a servire gli espressi del mattino.

Dalla cucina arrivava il profumo amaro del caffè, e sulla sedia dell’ingresso c’era il foulard della matrigna, piegato con una precisione che faceva sembrare sbagliato anche respirare.

Laura si fermò sotto il quadro.

Alzò il viso.

Poi indicò la donna.

“Papà, chi è lei?”

Suo padre stava prendendo le chiavi.

Le dita si fermarono sopra il metallo.

Il piccolo mazzo tintinnò appena, un suono leggero ma abbastanza forte da far voltare la matrigna dalla cucina.

Per un momento nessuno parlò.

Laura guardò il padre.

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