La Ciotola Scheggiata Che Nascose Il Segreto Di Bianca-tantan - Chainityai

La Ciotola Scheggiata Che Nascose Il Segreto Di Bianca-tantan

La Bambina Che A Lake Como Poteva Mangiare Solo Da Una Ciotola Scheggiata

A Villa sul lago di Como, Bianca aveva imparato a non guardare troppo a lungo le cose belle.

Le cose belle, in quella casa, appartenevano quasi sempre agli altri.

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Appartenevano ai piatti bianchi con il bordo sottile, alle posate d’argento che riflettevano il soffitto, ai bicchieri leggeri che tintinnavano appena quando la cameriera li posava sul tavolo.

Appartenevano ai suoi fratellini, ai sorrisi controllati della matrigna, alle mani del padre che sistemavano il tovagliolo invece di prendere la sua difesa.

A Bianca, sette anni, apparteneva una ciotola scheggiata.

Era una ciotola di ceramica chiara, con una crepa sottile che correva sotto lo smalto come una vena scura.

Il bordo aveva un punto rotto, abbastanza liscio da non tagliare, abbastanza visibile da far vergognare chiunque fosse costretto a usarla davanti agli ospiti.

Ma Bianca non aveva il permesso di vergognarsi.

Doveva sedersi, dire grazie, prendere il cucchiaio e mangiare.

La villa sembrava sempre pronta per una visita importante.

Anche quando non veniva nessuno, c’era un odore di cera sui mobili, di bucato pulito nei corridoi, di moka lasciata sul fuoco troppo poco per non sporcare la cucina.

Le fotografie di famiglia erano allineate sulle pareti con una precisione che sembrava più un avvertimento che un ricordo.

In alcune, Bianca vedeva suo padre più giovane.

In altre, vedeva una donna dal sorriso dolce che nessuno nominava quasi mai.

Sua madre.

La prima moglie.

La donna che era stata cancellata dalla casa senza che la casa riuscisse davvero a dimenticarla.

Ogni mattina, Bianca scendeva le scale con le calze tirate bene e i capelli pettinati, perché in quella famiglia anche una bambina triste doveva sembrare composta.

La matrigna le ripeteva spesso che una casa rispettabile si riconosceva dai dettagli.

Le scarpe pulite.

Il tovagliolo piegato.

Il tono di voce.

Il posto a tavola.

Bianca aveva capito presto che quella frase non parlava davvero della casa.

Parlava di lei.

Il suo posto era leggermente più lontano dal centro del tavolo.

Il suo bicchiere era più spesso.

Il suo tovagliolo era sempre quello meno bello.

E la sua ciotola era sempre quella scheggiata.

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