La Fioraia Sotto La Pioggia Che Nessuno Doveva Ignorare-tantan - Chainityai

La Fioraia Sotto La Pioggia Che Nessuno Doveva Ignorare-tantan

Pioveva su Firenze con quella insistenza che non lascia scampo.

Le strade lucide, il rumore dei passi, gli ombrelli che si urtavano, il freddo che entrava nelle ossa.

E proprio lì, vicino al Ponte Vecchio, una donna di settantaquattro anni vendeva fiori come se stesse cercando di tenere in piedi il mondo con le mani.

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Si chiamava Clara.

Per tutti era semplicemente una vecchia signora con il cappotto bagnato e il sorriso gentile.

Per sé stessa era una donna che contava ogni moneta.

Ogni mazzo venduto serviva a qualcosa di preciso.

Le medicine del cuore.

La visita.

La speranza che il prossimo mese non fosse più duro del precedente.

Quando il corpo invecchia e i soldi finiscono, anche un piccolo gesto quotidiano diventa una prova di resistenza.

Clara lo sapeva bene.

Per questo stava lì.

Per questo non mollava.

Il suo banco improvvisato non aveva nulla di elegante.

C’erano cassette di plastica, carta da fiori ormai umida, nastri mezzi aperti e pochi mazzi piccoli, fragili, scelti con cura.

Rose semplici.

Margherite.

Qualche fiore colorato per attirare l’occhio di chi passava di corsa.

La pioggia, però, non aiutava.

Né aiutavano i turisti distratti, né i residenti con la testa altrove, né i volti frettolosi che incrociavano i suoi occhi solo per un secondo prima di tornare al telefono o al passo più veloce.

Clara sorrideva comunque.

Aveva quel modo di fare che non chiedeva pietà.

Chiedeva solo di essere vista.

Nel corso di tutta la mattina vendette appena due mazzi.

Due.

Non abbastanza per stare tranquilla, non abbastanza per sentirsi davvero al sicuro.

Eppure, quando qualcuno si fermava, lei ringraziava con la testa leggermente chinata e con quella gentilezza tipica di chi non vuole disturbare nessuno.

Alle persone povere succede spesso una cosa crudele.

Diventano invisibili proprio quando avrebbero più bisogno di essere notate.

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