La Lampada Spenta Di Nonna Lucia E La Busta Nascosta A Genova-tantan - Chainityai

La Lampada Spenta Di Nonna Lucia E La Busta Nascosta A Genova-tantan

Ogni sera, a Genova, Nonna Lucia accendeva una piccola lampada davanti alla fotografia di suo marito.

Non era una grande lampada.

Non illuminava tutta la stanza.

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Faceva solo un cerchio caldo sul mobile del salotto, abbastanza per accarezzare il vetro della cornice e riportare un po’ di vita sul volto dell’uomo che lei aveva amato per decenni.

Lucia aveva 85 anni.

Camminava piano, con le pantofole ben allineate ai piedi e un foulard leggero sulle spalle, come se anche dentro casa volesse mantenere quella cura discreta che le era rimasta addosso da sempre.

La sua giornata era fatta di gesti piccoli.

La moka al mattino.

Il pane tagliato senza sprecarne una briciola.

Il fazzoletto piegato nella tasca del grembiule.

Le chiavi di famiglia appese vicino alla porta, consumate dal tempo e dalle mani.

Poi, quando arrivava la sera, accendeva la lampada.

Non parlava molto in quel momento.

A volte sistemava la cornice.

A volte toccava con un dito il bordo del vetro.

A volte mormorava appena: “Siamo ancora qui.”

Quella frase non era per gli altri.

Era per sé stessa.

Era per la casa.

Era per il marito che non poteva più rispondere, ma che lei sentiva ancora nella forma delle sedie, nella posizione delle tazze, nel rumore del legno quando il pavimento si assestava la notte.

La casa non era grande in modo esagerato.

Ma era piena di memoria.

C’erano fotografie vecchie, alcune un po’ scolorite.

C’erano mobili solidi, non perfetti ma curati.

C’era un tavolo che aveva visto pranzi lunghi, discussioni trattenute, mani che passavano il sale, occhi che evitavano di dire troppo davanti agli altri.

C’era tutto ciò che una famiglia lascia dietro di sé quando vive davvero in un luogo.

E c’era anche suo figlio.

Lui abitava ormai più nel calcolo che nel ricordo.

Non urlava sempre.

Anzi, molte volte parlava con un tono basso, quasi pratico, come se il problema fosse solo organizzare meglio la vita di sua madre.

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