La Nonna Delle Spille Che Salvò Una Donna Al Mercato Di Catania-tantan - Chainityai

La Nonna Delle Spille Che Salvò Una Donna Al Mercato Di Catania-tantan

Al mercato di Catania, tutti conoscevano Nonna Concetta, ma quasi nessuno si fermava davvero a guardarla.

Aveva 82 anni e sedeva ogni mattina nello stesso angolo, con il suo piccolo banco coperto da un telo chiaro, una scatola di latta per le monete e file ordinate di spille da balia, bottoni, aghi e rocchetti di filo.

Non vendeva cose grandi.

Image

Non vendeva cose che attirassero gli occhi come frutta lucida, pane caldo o stoffe colorate.

Vendeva quelle piccole cose che la gente ricordava solo quando qualcosa si rompeva.

Un bottone saltato.

Un orlo scucito.

Un vestito chiuso in fretta.

Una spilla da balia per tenere insieme ciò che non doveva aprirsi davanti agli altri.

Concetta arrivava presto, prima che il mercato diventasse pieno di voci.

Camminava piano, con una borsa vecchia stretta al gomito, il foulard sistemato con cura e le scarpe consumate ma sempre pulite.

Diceva che una donna poteva essere povera, stanca, sola, ma non doveva mai consegnare la propria dignità alla polvere della strada.

Ogni mattina posava sul banco una piccola scatola con gli aghi, una con i bottoni bianchi, una con quelli scuri, una con le spille da balia.

Poi aspettava.

Passavano donne con borse della spesa, uomini con il giornale sotto il braccio, ragazzi che correvano verso il bar per un espresso, anziani che si fermavano a commentare il prezzo dei pomodori.

Molti la salutavano con un cenno.

Pochi compravano.

E quando compravano, lasciavano monete leggere, quasi con imbarazzo, come se anche pagare poco fosse una fatica.

Concetta non si lamentava.

Ringraziava tutti.

Ripeteva “buona giornata” anche a chi non rispondeva.

Alla fine della mattina, contava il denaro nella scatola di latta e faceva i calcoli senza scriverli.

Pane.

Pasta.

Forse un po’ di verdura.

Forse niente di più.

Eppure tornava sempre, perché quel banco non era soltanto un modo per vivere.

Era il suo posto nel mondo.

Da lì vedeva il mercato come pochi altri riuscivano a vederlo.

Vedeva chi aveva fretta e chi aveva paura.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *