La Serratura Cambiata Dopo Il Funerale Che Gelò Tutto Il Palazzo-tantan - Chainityai

La Serratura Cambiata Dopo Il Funerale Che Gelò Tutto Il Palazzo-tantan

La Nuora Cambiò La Serratura Dopo Il Funerale.

Teresa aveva sessantotto anni e camminava come cammina chi non vuole ancora credere di essere rimasto solo.

Non piangeva più, almeno non davanti agli altri.

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Le lacrime le erano finite durante la messa, quando aveva visto la bara di suo marito scivolare via tra le mani degli uomini vestiti di scuro, mentre qualcuno le sussurrava parole gentili che lei non riusciva nemmeno a distinguere.

A Napoli, quel pomeriggio, il sole cadeva sui balconi con una luce quasi offensiva.

Troppo chiara per un giorno di lutto.

Troppo normale per una casa dove, fino alla sera prima, tutto aveva ancora il posto di sempre.

Teresa tornò al palazzo stringendo una borsa di stoffa contro il fianco.

Dentro c’erano il velo nero, un paio di fazzoletti umidi, una camicia piegata male e alcuni documenti che non aveva avuto il coraggio di guardare.

Aveva anche le chiavi.

Le stesse chiavi che per anni avevano aperto quella porta al terzo piano, la porta dietro cui suo marito lasciava sempre le scarpe lucidate accanto all’ingresso e brontolava perché lei teneva troppe tazze nel mobile della cucina.

Nel portone, una vicina le fece un cenno appena accennato.

Non disse niente.

In certi momenti, il silenzio sembra rispetto.

Altre volte, invece, è solo paura di essere coinvolti.

Teresa salì lentamente le scale.

Ogni gradino le ricordava una domenica, una spesa portata su con fatica, una risata, un litigio finito davanti a un piatto caldo, una sera d’inverno con la moka che borbottava e suo marito che fingeva di non avere freddo.

Arrivata davanti alla porta, tirò fuori la chiave.

La infilò nella serratura.

Non entrò.

Teresa abbassò gli occhi, confusa.

Provò a girarla appena, pensando di aver sbagliato verso.

La chiave graffiò il metallo.

Il suono fu piccolo, ma abbastanza crudele da farle capire che non era la sua mano a tremare.

La serratura era nuova.

Lucida.

Fredda.

Messa lì da poco.

Teresa rimase immobile con la chiave tra le dita, come se una parte di lei aspettasse che la porta riconoscesse comunque la padrona di casa.

Poi bussò.

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