L’Anziana Di Firenze Che Aprì Una Biblioteca Dopo L’Orario-tantan - Chainityai

L’Anziana Di Firenze Che Aprì Una Biblioteca Dopo L’Orario-tantan

A Firenze, quando la sera sembrava togliere voce anche alle strade, Nonna Eleonora restava davanti alla porta della vecchia biblioteca con il mazzo di chiavi in mano.

Aveva 84 anni, una sciarpa sempre pulita, un cappotto consumato e scarpe lucidate con una cura che nessuno le chiedeva più.

Non riceveva stipendio.

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Non aveva un contratto.

Non aveva nemmeno una scrivania ufficialmente sua.

Eppure ogni mattina arrivava prima di tutti, girava la chiave, spingeva la porta pesante e diceva piano “Permesso”, come se entrasse in casa di qualcuno.

Forse per lei era davvero così.

Quella biblioteca era stata la sua vita quando lavorava come bibliotecaria.

Conosceva gli scaffali come altre donne conoscono le stanze di una casa ereditata.

Sapeva quali tavoli scricchiolavano, quali finestre lasciavano passare l’aria fredda, quali libri venivano cercati dagli studenti più timidi e quali restavano per anni in attesa di mani nuove.

Poi erano arrivati i tagli.

Prima un orario ridotto.

Poi una sala chiusa.

Poi la polvere sulle mensole alte.

Poi le frasi dette con gentilezza, che fanno male proprio perché sono dette con gentilezza.

“Signora Eleonora, non è necessario che venga ogni giorno.”

“Signora Eleonora, ormai il servizio è limitato.”

“Signora Eleonora, dovrebbe pensare a sé.”

Lei annuiva, ringraziava, sistemava la sciarpa e tornava il giorno dopo.

Non per testardaggine, almeno non soltanto.

Perché certe persone, quando vedono una cosa fragile abbandonata, non riescono a fingere che non le riguardi.

Passava lo straccio tra i tavoli.

Svuotava i cestini.

Rimetteva a posto i volumi fuori ordine.

Controllava che l’umidità non rovinasse i libri più vecchi.

Annotava su un registro la data, l’ora, la sala pulita, la lampada sostituita, la finestra chiusa.

Era un registro semplice, con righe storte e parole piccole.

Ma per lei era una promessa.

Finché il suo nome appariva su quelle pagine, la biblioteca non era completamente morta.

Nel quartiere la conoscevano tutti.

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