L’Anziano Dei Gatti Randagi Che Fece Parlare Un Bambino-tantan - Chainityai

L’Anziano Dei Gatti Randagi Che Fece Parlare Un Bambino-tantan

A Roma, c’era un uomo che tutti vedevano, ma quasi nessuno guardava davvero.

Si chiamava Pietro, aveva 75 anni e viveva solo in un appartamento piccolo, ordinato, con una moka annerita dal tempo sul fornello e una vecchia foto appoggiata su una mensola.

Ogni mattina usciva con la stessa sciarpa al collo, le scarpe pulite anche quando la strada era umida e due sacchetti stretti in mano.

Image

Uno era per lui.

L’altro era per i gatti.

Li accudiva vicino a una zona di vecchie rovine, in un punto dove la città sembrava sempre divisa in due: da una parte la gente che passava in fretta, dall’altra quelle creature silenziose che aspettavano qualcuno abbastanza paziente da ricordarsi di loro.

Pietro arrivava quasi sempre alla stessa ora.

Prima posava una ciotola accanto al muro.

Poi un’altra vicino a un gradino consumato.

Poi una terza sotto un angolo riparato, per il gatto più piccolo, quello che camminava male e arrivava sempre dopo gli altri.

Non faceva gesti grandi.

Non parlava forte.

Apriva le bustine con attenzione, versava il cibo, controllava l’acqua e restava lì finché i gatti non avevano mangiato abbastanza.

A chi passava sembrava una piccola abitudine da vecchio solo.

Per Pietro era una promessa.

La gente, però, non perdonava facilmente ciò che non capiva.

Dal bar poco distante, dove al mattino le tazzine di espresso battevano sul banco e i cornetti lasciavano briciole sui piattini, qualcuno lo osservava con quel sorriso sottile che fa più male di un insulto gridato.

“Eccolo, l’uomo dei gatti.”

“Sempre lì.”

“Ma non ha una famiglia?”

“Un po’ strano, poverino.”

Pietro sentiva tutto.

Faceva finta di niente.

A 75 anni aveva imparato che certe parole non meritano risposta, perché rispondere significa dare loro una casa dentro di te.

E lui aveva già abbastanza silenzio in casa.

Quando rientrava, la sera, il suo appartamento lo aspettava immobile.

La moka era sul fornello.

La foto sulla mensola restava al suo posto.

La sedia davanti al tavolo non si spostava mai, perché nessuno si sedeva di fronte a lui.

Pietro si preparava una cena semplice, spesso troppo semplice.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *