Leo Restò Solo Al Computer Per Ore Mentre Suo Padre Cercava Fortuna-tantan - Chainityai

Leo Restò Solo Al Computer Per Ore Mentre Suo Padre Cercava Fortuna-tantan

Quando Leo entrò nell’internet point di Palermo, aveva sette anni e camminava mezzo passo dietro suo padre.

Non era la distanza di un bambino distratto.

Era la distanza di chi ha già imparato quanto spazio gli è concesso.

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Il locale era stretto, pieno di luce bianca e ronzii bassi, con una fila di computer contro la parete e il banco del titolare vicino all’ingresso.

Sul bancone c’era una tazzina di espresso ormai fredda, un piattino con un cornetto avanzato e un registro con gli orari dei terminali segnati a penna.

Fuori passavano persone normali, con le borse della spesa, le chiavi in mano, gli occhiali da sole ancora sul viso, dirette verso il forno o verso casa.

Dentro, invece, tutto sembrò fermarsi quando l’uomo spinse Leo verso una sedia.

«Si siede a guardare i cartoni, torno tra poco», disse al titolare.

Non lo disse come una richiesta.

Lo disse come una frase già decisa, una di quelle che non ammettono domande perché portano con sé una stanchezza nervosa, quasi aggressiva.

Leo annuì senza guardare nessuno.

Il padre gli toccò la testa con due dita, un gesto rapido che da lontano poteva sembrare affetto, ma da vicino sembrava un avvertimento.

Poi indicò lo schermo.

«Stai buono.»

Il titolare accese il computer numero 6 e segnò l’orario.

16:18.

Il bambino si sedette con le gambe unite, le mani sulle ginocchia e lo zainetto appoggiato contro la sedia.

Non chiese cuffie.

Non chiese come si aprisse il video.

Non chiese nemmeno se il padre sarebbe tornato presto.

Guardò solo la porta laterale, quella che portava alla sala accanto.

Da lì arrivavano rumori diversi dal resto del negozio.

Voci basse.

Sedie spostate.

Fogli strappati.

Un mormorio teso che cresceva e calava come una febbre.

Il padre entrò da quella porta senza voltarsi indietro.

Per qualche minuto il titolare non ci fece caso.

In un internet point, la gente entra ed esce con urgenze che sembrano sempre importantissime.

Qualcuno deve stampare un documento.

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