Nonna Antonella Lasciata Nel Salone, Il Conto Svela Tutto-tantan - Chainityai

Nonna Antonella Lasciata Nel Salone, Il Conto Svela Tutto-tantan

Nonna Antonella, 73 anni, non voleva cambiare vita.

Voleva solo non pesare su nessuno.

Quando sua figlia le aveva telefonato quella mattina dicendo che l’avrebbe portata dal parrucchiere, Antonella aveva guardato per un attimo la propria immagine nel vetro della credenza.

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I capelli bianchi erano raccolti male, il cardigan aveva un bottone più largo degli altri, e sulla sedia c’era la sciarpa buona che usava quando doveva uscire senza sembrare trascurata.

“Vestiti bene, mamma,” aveva detto la figlia al telefono. “Oggi facciamo una cosa bella.”

Antonella aveva sorriso.

Non perché amasse i saloni, le foto o le attenzioni improvvise.

Aveva sorriso perché, quando una figlia ti chiama con quella voce, una madre sceglie di credere alla parte tenera e di ignorare tutto il resto.

Napoli, quella mattina, sembrava già piena prima ancora di mezzogiorno.

Sotto casa si sentivano motorini, passi veloci, una serranda tirata su con fatica e il tintinnio di tazzine da un bar vicino.

La figlia arrivò con gli occhiali da sole, il telefono in mano e un profumo troppo forte per l’androne.

“Madonna, mamma, sei ancora così? Dai, muoviti.”

Antonella si aggiustò la sciarpa.

“Sto arrivando.”

Non rispose male.

Non lo faceva quasi mai.

C’era stata un’epoca in cui quella figlia le stringeva la mano per attraversare la strada, e Antonella, ancora oggi, quando la vedeva irritata o assente, cercava la bambina sotto la donna.

La trovava sempre meno spesso, ma continuava a cercarla.

Il salone non era lontano.

Aveva una vetrina pulita, luci chiare, specchi grandi e una piccola zona cassa con un bancone di legno lucido.

Nel retro, appena oltre una tenda, arrivava odore di caffè fatto con la moka.

Sul bancone c’erano un POS acceso, un’agenda con gli appuntamenti, alcune ricevute fermate sotto un peso trasparente e una tazzina da espresso con il bordo scheggiato.

Antonella notò tutto con quella precisione che hanno le persone anziane quando entrano in un posto nuovo e cercano di capire subito dove mettere le mani, dove sedersi, come non disturbare.

La proprietaria del salone la salutò con professionalità.

“Buongiorno, signora. Lei è Antonella?”

“Sì.”

“La prenotazione è per le 10:15.”

La figlia rise già davanti allo schermo del telefono.

“Eccola qua, la nostra protagonista. Oggi la trasformiamo.”

Antonella abbassò gli occhi.

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