Stavo Per Punire Dani, Poi Vidi Quella Mano Sulla Spalla-tantan - Chainityai

Stavo Per Punire Dani, Poi Vidi Quella Mano Sulla Spalla-tantan

Stavo per segnalare il ragazzo più giovane delle pulizie.

Poi vidi quella mano fragile sulla sua spalla.

Dani aveva diciannove anni e una divisa blu che sembrava sempre di una taglia sbagliata.

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Non perché fosse trasandato.

Anzi, arrivava ogni notte con le scarpe pulite, la maglietta tirata bene sotto la casacca, i capelli sistemati con quella cura silenziosa di chi sa che, anche quando nessuno ti guarda davvero, la dignità si porta addosso.

Ma la divisa gli restava larga sulle spalle.

Lo faceva sembrare ancora più giovane.

Troppo giovane per quei corridoi, pensavo.

Troppo lento per quel turno.

Io ero la responsabile del turno di notte delle pulizie in un ospedale di provincia.

Chi non ha mai lavorato di notte in un ospedale pensa che la notte sia più tranquilla.

Non è vero.

La notte è solo più silenziosa.

I corridoi sembrano più lunghi.

Le luci sembrano più bianche.

Il rumore delle ruote di un carrello sembra arrivare da lontano anche quando è dietro l’angolo.

Il pavimento deve essere pulito prima che arrivi il passaggio successivo.

I sacchi devono sparire prima dell’alba.

Le stanze devono essere pronte.

I carrelli devono stare dove devono stare.

I prodotti devono essere contati.

Le firme devono combaciare con gli orari.

Non c’è poesia in questo, almeno non mentre lo fai.

C’è responsabilità.

C’è fatica.

C’è quella forma di ordine che tiene in piedi un posto dove, in ogni stanza, qualcuno sta affrontando qualcosa che non ha scelto.

Per questo i ritardi mi facevano perdere la pazienza.

Non per cattiveria.

Per paura che una piccola disattenzione diventasse un problema per tutti.

E da tre sere Dani spariva sempre nello stesso punto.

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